In Gallura la ripresa arrivata dal 2016

Torna a crescere l'economia in Gallura. In controtendenza rispetto al resto della Sardegna il territorio del Nord-Est ha agganciato la ripresa già nel 2016 segnando un aumento dell'occupazione del 5% rispetto al 2015. Il dato è emerso questa mattina nel convegno organizzato dall'Osservatorio del mercato del lavoro dell'Aspal. In un dossier, presentato dal direttore generale dell'Agenzia, Massimo Temussi, e dai responsabili dell'Osservatorio, è emerso che il mercato del lavoro in Gallura negli ultimi cinque anni è stato caratterizzato da forte crescita occupazionale, alta incidenza del settore turistico e aumento dei lavoratori stranieri. Lo studio, basato su dati Istat e del Sistema informativo regionale (Sil), ha evidenziato che nel 2016 c'erano 58 mila occupati rispetto ai 55 mila del 2015, mentre il dato regionale era addirittura in calo con 562 mila occupati del 2016 contro i 565 mila del 2015. Nel 2017 i nuovi rapporti di lavoro attivati sono stati oltre 52.800, il 18,6% del totale regionale. Tra i Comuni a trainare sono quelli costieri: Olbia guida con quasi il 30% dei nuovi contratti avviati, segue Arzachena (e la Costa Smeralda) con quasi il 20%, staccati Santa Teresa, Budoni e San Teodoro (ciascuno con circa il 7%). Non arrivano all'1% i Comuni dell'interno a eccezione di Tempio Pausania (3%). Per quanto riguarda la durata, i contratti a tempo determinato sono tornati a essere lo strumento preferito dalle aziende sarde, galluresi in particolare, arrivando a costituire il top del periodo in analisi: nel 2017 sono stati il 76% nell'isola e addirittura l'86% nel territorio di Olbia-Tempio. (ANSA).

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